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LA PRINCIPESSA e il RANOCCHIO

 a cura di Alessandra Merola

 

 Titolo originale: The Princess and the Frog

Lingua originale: inglese,

Paese di Produzione: USA

Anno: 2009

Durata: 97min

Regia: Ron Clements, John Musker

Soggetto:  Fratelli Grimm, E.D. Baker

Sceneggiatura: Ron Clements, John Musker

Rob Edwards, Greg Erb, Jason Oremland,

Scenografia: James Aaron Finch

Character design: Rick Maki

Animatori: Dale Baer, Eric Daniels, Ian Gooding, Bert Klein

Montaggio: Jeff Draheim

Musiche: Randy Newman

Produttore: Peter Del Vecho

Produttore esecutivo: John Lasseter

Casa di produzione: Walt Disney Animation Studios

Distribuzione: Walt Disney  Pictures

 

La principessa e il ranocchio (The Princess and the Frog) è un film d’animazione del 2009 realizzato con tecnica tradizionale e il  49º Classico Disney, liberamente ispirato ad una fiaba dei Fratelli Grimm, Il principe ranocchio.

Il film è diretto da John Musker e Ron Clements , mentre la colonna sonora  è composta da Randy Newman. Questo film viene considerato il primo del secondo Rinascimento Disney (chiamato anche "Revival Disney" affinché non lo si confonda con quello durato dal 1989 al 1999).

TRAMA

Sulla riva del Grande Fiume la città di New Orleans, ricca di luci, di magia e bellezza è il magnifico sfondo di una storia che si colloca in un periodo storico determinato, i ruggenti anni Venti. Il vago e indeterminato “c’era una volta” delle fiabe è insolitamente sostituito da un’ambientazione precisa, accompagnata dal commento sonoro della musica jazz. Il Jazz è un genere musicale nato in America alla fine dell’Ottocento dall’incontro della musica afroamericana (blues, spiritual, canti di lavoro) con la musica popolare europea; è contraddistinto dal ritmo sincopato, dalla poliritmia e dall’improvvisazione.

L’ambientazione cittadina è rappresentata dal Quartiere francese, con la sua architettura caratteristica: le facciate dei palazzi dipinte in tonalità pastello, i balconi in ferro battuto riccamente decorati, le persiane di legno e i cortili interni.

Tiana è una bella e giovane donna che lavora duramente per realizzare il suo sogno, che poi era anche quello di suo padre, morto però prima di realizzarlo: diventare la proprietaria di un ristorante di lusso, dove vengono cucinati cibi prelibati e si ascolta buona musica. Non ha tempo per pensare all’amore, è molto concreta e pragmatica, ma nonostante i suoi sacrifici e il suo impegno è troppo povera per avere la possibilità di raggiungere il suo obiettivo.

Il Principe Naveen, proveniente dalla lontana Maldonia, giunge in città. Nonostante il fascino che attrae tante donne, è un uomo pigro e irresponsabile, che i regali genitori hanno cercato di correggere tagliandogli i fondi e costringendolo a impegnarsi per mantenersi. Naveen è trasformato in ranocchio dal malvagio Dottor Facilier, esperto di magia nera, in combutta con gli spiriti dei morti, che vorrebbe conquistare il potere sulla città sfruttando l’avvenenza e il titolo regale del ragazzo. Naveen, che conosce la fiaba del principe trasformato in ranocchio il quale riacquista la forma umana grazie al bacio di una principessa, incorre in un equivoco. Trovandosi alla festa organizzata dalla ricca Charlotte, amica sin dall’infanzia di Tiana, si fa baciare da Tiana, credendola una principessa perché la ragazza indossa un abito sfarzoso e porta una coroncina in capo. In realtà tutto le è stato dato in prestito da Charlotte. Il risultato è che anche la nostra protagonista assume le sembianza di una ranocchietta verde. I due a si ritrovano bloccati nella baia della Louisiana, inseguiti da balordi cacciatori di rane e da alligatori e cercano una misteriosa sacerdotessa di ben 197 anni, chiamata Mama Odie, che dovrebbe aiutarli a ritrovare la forma umana. Durante il difficile viaggio vengono aiutati da buffi amici: Ray, una lucciola Cajoun, che cioè nel film originale parla il particolare francese dell’etnia omonima discendente dai Francesi deportati molto tempo prima proprio in Louisiana, e un innocuo coccodrillo che è anche un appassionato suonatore di Jazz, Louis. Nonostante il loro percorso sia pieno di pericoli, le difficoltà aguzzano l’ingegno e la coppia sfortunata finirà per realizzare i propri sogni, non senza imparare la lezione di vita della buona e misteriosa Mama Odie.

RECENSIONE

Il film è stato disegnato in modo tradizionale e, come nella migliore tradizione Disney, il prodotto è impeccabile. L’ambientazione cittadina è affascinante e riproduce l’architettura del Quartiere Francese: scegliere uno sfondo storicamente determinato è una novità rispetto alle solite fiabe, che contribuisce a creare un’atmosfera originale per la ricchezza culturale ed artistica di New Orleans.

Le scene che si svolgono in ambienti naturali rappresentano le zone paludose e selvagge del Bayou. C’è un’efficace contrapposizione tra la città, con il suo carico di storia e cultura che ben si intuisce, e la natura vivida di colori dove la presenza dell’uomo è superflua.

La protagonista, a differenza delle eroine solite, ha la pelle scura. Non solo, è anche di origini umili e la sua condizione sociale costituisce un impedimento alla realizzazione del suo desiderio. La sua è però una famiglia in cui   regna l’amore e dove si lavora con abnegazione e onestà, lei stessa  compie grandi sacrifici e viene apprezzata per le sue capacità. A differenza dell’amica Charlotte, ricchissima, che sogna l’amore ad occhi aperti, Tiana sembra non avere né tempo, né energia da perdere per trovarsi un fidanzato. E’ sicuramente un personaggio molto più vicino alle ragazze di oggi  delle principesse di altri cartoni: rischia però di dare eccessiva importanza alla realizzazione materiale e la saggia Mama Odie le dà indicazioni in questo senso. Ritroverà la forma umana se sarà in grado di  scavare dentro di sé  e capire ciò di cui ha realmente bisogno.

Il principe in confronto a Tiana è figura un po’ in ombra. Anche lui però va controcorrente rispetto alla tradizione: è bello e affascinante, ma pigro e poco responsabile; addirittura senza soldi, per il tentativo di correggerlo messo in atto dai suoi genitori. Quindi anche qui gli sceneggiatori hanno cercato un po’ di sano realismo, trasformando il principe delle fiabe in un ragazzo non privo di difetti. Si va verso il superamento degli stereotipi di genere secondo cui i maschi sono sempre forti, coraggiosi, capaci di proteggere ragazze deboli e spaurite  e risolvere  le difficoltà.

Attraverso varie vicissitudini i protagonisti della fiaba correggeranno il loro eccessivo interesse per il denaro o le loro mancanze e troveranno l’amore, l’unica forza davvero positiva, dalla quale non si può prescindere.

Amici sinceri acquisiti durante il travagliato percorso verso il vero senso della vita sono una simpatica lucciola sognatrice di nome Ray  (la cui voce italiana è quella del bravo Luca Laurenti) e un coccodrillo   goffo, ma buono, di nome Luis (un altrettanto bravo Pino Insegno), che alla fine coronerà il suo sogno di suonare in una vera band di jazzisti.

Cosa insegna la bella fiaba? Il valore dell’amicizia sincera e disinteressata, l’importanza dell’amore e della condivisione; il raggiungimento degli obiettivi, se sono perseguiti con determinazione e spirito di sacrificio. E soprattutto che le donne a volte sono più brave degli uomini, hanno dei progetti riguardo la loro vita e sanno perseguirli con tenacia , intraprendenza e  intelligenza. L’eroina  merita un posto privilegiato all’interno della narrazione. Ma ci sono anche altre figure femminili positive: l’amica Charlotte, che sembra tanto superficiale, alla fine della storia saprà rinunciare al principe, consapevole che il legame tra Tania e Naveen va rispettato; la maga Mama Odie rappresenta in modo simpatico la saggezza.

Nel complesso La principessa e il ranocchio prosegue l’evoluzione positiva dei personaggi  femminili. Mentre nei primi film Disney la posizione delle eroine era sempre subalterna ai ruoli maschili e la caratterizzazione privilegiava l’aspetto fisico e l’amabilità, in seguito di pari passo con i cambiamenti sociali e culturali, anche le eroine hanno avuto un peso diverso nella storia, sono state meglio caratterizzate e valorizzate. E’ stato però osservato che le battute dei personaggi maschili  dei film più moderni occupano comunque uno spazio maggiore di quelle femminili: ad esempio  ne La sirenetta ben il 68 per cento, il 71 per cento ne La bella e la bestia, il 90 per cento in Aladdin e il 77 per cento in Mulan, tanto per citarne alcuni tra i più noti. Rapunzel – L’intreccio della torre Ribelle – The Brave hanno una distribuzione più equa di battute tra uomini e donne, ma Frozen – Il regno di ghiaccio segna un passo indietro perché nel film il 59 per cento dei dialoghi è affidato agli uomini. Come mai  avviene questo?  Probabilmente perché i ruoli femminili sono meno numerosi e poco significativi.

 

 
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